Si aggira in ogni settore della società, in ogni ambito lavorativo o professionale, in ogni aspetto della vita quotidiana. E la fa sempre franca, non verrà mai individuato o perseguito, non importa quanto bravo sia colui che si ponga alla sua ricerca; forse nemmeno Aurelio Colasanti della prestigiosa squadra mobile capitolina sarebbe stato in grado di stanarlo e gli strumenti tecnologici moderni che coadiuvano le indagini , così strabilianti da permettere non solo la risoluzione di casi attuali, ma addirittura di omicidi commessi decenni addietro, nulla potrebbero di fronte a questo micidiale omicida:non fa rumore, non lascia tracce, è imprendibile. E’ l’assassino silenzioso. Tanto più micidiale quanto sempre più presente nei ranghi delle forze dell’ordine : Polizia , Carabinieri, Guardia di Finanza, colpisce ovunque consapevole della propria impunità , facendosi beffa proprio di coloro dei quali dovrebbe al contrario avere più paura. Anzi, sembra quasi divertirsi a bazzicare determinati ambienti; e più investigativi sono, più lui si diverte a colpire.

Ovviamente le istituzioni interessate poco ci tengono a pubblicizzare l’ennesimo omicidio del “solito noto”, magra consolazione a fronte di una strage che con il passare del tempo si fa sempre più numerosa. Non se ne parla dell’ennesimo omicidio che resterà giocoforza impunito, o se proprio lo si deve fare per pagare il necessitato obolo al giornalista “amico degli amici”, ci si raccomanda di farlo il meno possibile e nella maniera più discreta di cui si è capaci. Ultimamente si è accanito senza mostrare, come del resto al suo solito, nessuna vergogna, nessuna empatia, nessuna commiserazione , sentimenti ai quali, del resto,  è completamente estraneo, innanzi ad una giovane speranza della pubblica amministrazione con tutta la vita davanti a sè. Un colpo in testa e via, con tanti saluti alle persone più care. Ovviamente la chiave di volta eziologica è sotto gli occhi di tutti, come in ogni caso di morte più o meno “comprensibile” e cioè l’inevitabilità del destino : “è così che doveva andare”, certo, cara coscienza ormai disincarnata, vallo a dire ai  genitori del tuo ultimo contenitore biologico, mandato al macero così repentinamente. Noi, finchè staremo da questa parte, non potremo mai accontentarci del pass partout che accompagna ogni morte, tragica o imminente che sia, che voi, dal piano astrale comodamente e probabilmente in modo molto sommario riferite alla “tragica fatalità”.Tutto era già scritto , tutto già programmato. No, finchè stiamo di qui andremo sempre alla ricerca del motivo , della causa : causa-nesso eziologico-effetto, è così che funziona il mondo tridimensionale. E alla fine, dopo tante e faticose ricerche, indagini e aiuti più o meno velati generosamente ricevuti dall’illustre dr. Colasanti, si è riusciti al fine a individuare l’assassino silenzioso, quanto meno quello operante nelle forze dell’ordine perchè più di tanto non si è riusciti a spingersi. Questo delinquente è così micidiale perchè riesce a passare attraverso le maglie – che dire dilatate significa ricorrere alla figura retorica dell’eufemismo – del cosiddetto “accertamento attitudinale” precipuo delle visite mediche di chiunque aspiri a servire lo Stato indossando una divisa di polizia. Per quanto precipui, analitici e tassativi possano essere questi accertamenti, l’assassino silenzioso riesce ad aggirarli molto facilmente, come un gioco da ragazzi, prova ne sia il numero di vittime sempre più crescente che è riuscito a mietere nelle forze dell’ordine.

Idoneità al servizio.

Ecco il nome e cognome di questo omicida silente e micidiale. Una volta individuato è stato anche piuttosto semplice capire il suo modus operandi: lui si faceva forte dell’equivoco di fondo di ogni accertamento attitudinale. Basta infatti rispodere a certi requisiti per essere arruolati. I più intuitivi si tralasciano per ovvie ragioni, ma quelli ufficiali, quelli messi per iscritto si riferiscono alla rispondenza a determinati parametri di salute, fisica e mentale, di sana e robusta costituzione, o addirittura alle conoscenze più propriamente tecniche di diritto penale, amministrativo e costituzionale. C’è gente che conosce a memoria codici, dottrina e pronunce della cassazione non ancora pubblicate sul massimario eppure non nessuno di loro sfugge alle maglie dell’assassino silenzioso, della pervicace idoneità al servizio, che prevale e vince grazie all’equivoco di fondo su cui tutti cadono a proposito del suo vero significato; tant’è che , si dice, sono risultate inutili persino le telefonate non solo di illustri questori o prefetti, ma persino di onorevoli o senatori. Pare che a sentire i nomi di queste personalità, così diligentemente attente al futuro professionale dei loro parenti, amici o semplici conoscenti, il nostro assasssino silente si sia fatta una grassa risata. Nessuno di questi può fermarlo.E il motivo è abbastanza palese : il vero nome dell’idoneità al servizio si cela nella quotidinaità più spicciola, nella crescente fragilità delle nuove generazioni, nella loro incapacità ad affrontare la vita.

Con una pistola in tasca. 

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